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STRUTTURA SPORTIVA E CALCISTICA , NAZIONALE E INTERNAZIONALE ; STATUTI GIURIDICI

In Italia si fa riferimento al C.O.N.I (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) che è un ente morale di diritto pubblico sottomesso quindi al potere di controllo e di intervento dello Stato. Il CONI raggruppa le federazioni delle discipline olimpiche, tra le quali la Federcalcio, ed è l’unico rappresentante dello sport italiano presso il C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale, con sede a Losanna) che è la massima autorità sportiva internazionale, ma che ha uno stituto di ente di diritto privato svizzero: non è quindi un’organizzazione internazionale, perchè non c’è mai stato né accordo né tantomeno un trattato tra Stati e non ha quindi personalità giuridica internazionale.

La F.G.C.I. (Federazione Italiana Gioco Calcio) è un organo del CONI ed è membro dell’ U.E.F.A. (la Federazione Europea Gioco Calcio, a sua volta membro della F.I.F.A. che è la federazione mondiale). UEFA, FIFA e CIO hanno sede in Svizzera (Ginevra, Zurigo e Losanna).
Per cambiare le regole del calcio l’organo preposto è l’INTERNATIONAL BOARD, ed è composto dai rappresentanti del’UEFA + i rappresentanti delle quattro federazioni britanniche (Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord).

La LEGA CALCIO non ha nessuno statuto giuridico: in teoria è un organo della FGCI perché coordina e organizza i campionati, ma di fatto ha più potere delle FGCI, perché essendo composta dalle società di calcio ha il potere economico (in televisione dicono sempre che questa importanza è dovuta alle personalità che la compongono, ma è chiaro che è falso). Questo punto è comunque molto critico anche per i più conservatori: tutti sono d'accordo che c’è bisogno di una disciplina legislativa dello sport professionistico che regoli la posizione giuridica della LEGA e i suoi rapporti con la FGCI.

Nota bene: Si tratta di due strutture piramidali cha fanno capo una al CIO e una alla FIFA, tanto torbide quanto impenetrabili; c’è una costante: questi due sistemi tendono sempre a escludere la giustizia ordinaria dal loro campo di attività sulla base della tesi per la quale le regole dello sport e del calcio sono indipendenti dalle regole della giustizia ordinaria. Questa indipendenza giuridica rispetto alle regole d’ordine pubblico non è però mai stata riconosciuta né a livello nazionale né tantomeno a livello internazionale. Si tratta piuttosto di una pretesa avallata e quasi legittimata dalla pigrizia e dal “laissez-faire” a volte molto complice del sistema politico (vedi “caso-Juventus” e “caso-Milan). La gestione dello sport, tanto a livello nazionale quanto internazionale, è uno dei sistemi più oscuri e antidemocratici rimasti in circolazione.